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LA RIEVOCAZIONE STORICA

Ogni anno nell'ambito della manifestazione "Lequio in piazza" si svolge la tradizionale rievocazione storica.

cenni storici

Il periodo storico preso in considerazione ha come riferimento iniziale un diploma dell'imperatore Ottone III, datato 1001, contenente alcune disposizioni a favore del Marchese di Susa, Olderico Manfredo, tra le quali è citato anche il paese di Lequio Berria.

Piu' tardi il paese fu conquistato da Bonifacio, Marchese di Savona e del vasto, che nel 1125 lo lascio' ad Ugone suo figlio, MArchese di Clavesana e da questi passo', poi, ai Marchesi di Ceva.

Ne prese possesso in seguito il Marchese Ottone del Carretto che nel 1190 che lo vendette al Marchese di Saluzzo Manfredo. questi fu costretto a cederlo ad Asti, città con la quale era sceso in guerra nel 1231. Tra questa data e il 1300 il paese di Lequio, trovandosi sulla linea di confine tra piu' casate e in una posizione strategica fu continuamente conteso e in balia di scorribande varie.

L'episodio narrato nasce proprio dall'isolamento e dalle continue scorrerie che il paese subisce e che generano malcontento nella popolazione. si colloca verso la fine del XIII secolo e ha come protagonisti i seguenti personaggi:

- Enrico di Lequio, cittadino albese originario di Lequio Berria, realmente esistito e citato in un documento del 1292, che si fa portavoce del desiderio di ribellione e di libertà nei confronti dei Marchesi del Carretto, piuttosto insensibili alle esigenze degli abitanti di Lequio

- Antonio di Ralvengo proprietario insieme ad altri nobili del Castello di Lequio, figura di spicco nell'aristocrazia locale; infatti agiva in paese come rappresentante di Bonifacio del Carretto sulla base di un'investitura che lo stesso Bonifacio aveva emanato in nome della Repubblica di Asti, sua alleata.

La nostra rappresentazione finirà con la lettura di un proclama che informa gli abitanti di Lequio della decisione presa dai nobili di affrancarsi dai Marchesi del Carretto e dal dominio di Asti per scegliere come futuro alleato il Comune di Alba, percepito come piu' utile al paese per la difesa del territorio e del Castello perchè piu' vicino.

Il paese vive pertanto una breve esperienza di libertà prima di ritornare sotto il dominio dei MArchesi di Saluzzo che ne ebebro giurisdizione fino al 1601, anno in cui viene annesso alle proprietà di Casa Savoia.